Pubblicato da: thinkingbox | 13 gennaio 2010

Black Stealth

Un amico, di cui non rivelero’ il nome, ha commesso una follia e mi ha regalato per Natale un elicottero Black Stealth preso da ThinkGeek.com. L’oggettino e’ carino e cercare di farlo volare non e’ banalissimo: gia’ decollare richiede una certa abilita’ ed evitare di trapanare il soffitto richiede una notevole sensibilita’ nei pollici. Ovviamente appena ho aperto il pacco in ufficio i miei colleghi si sono gettati sopra. Nevin, forte di anni e anni di duro “lavoro” alla PlayStation, ha subito mostrato le migliori doti acrobatiche. E’ stata dura riuscire a portarlo a casa.

Non vi dico la reazione di A.: era talmente contento che ho dovuto ripetergli una decina di volte che e’ un mio regalo, MIO regalo, MMMMMMMMMMMIIIIIOOOOOOO! Pero’ poi e’ stato bravino.

Ho messo via l’elicottero per metterlo in salvo dalle sgrinfie di A. e M., ma di tanto in tanto lo tiro fuori per farci un voletto, fare una fresatina al soffitto e ricordarmi che e’ difficile.

ThinkGeek e’ eccezionale. Ci sono alcuni oggettini veramente futili e divertenti, quasi piu’ degli oggetti concettuali che altro. Ad esempio, che dire della maglietta per suonare l’air guitar sul tuo pezzo preferito, le puntine ninja, il bazooka ad aria, l’asciugamano di Adamsiana memoria… e cosi’ via.

Finisco questo post con una nota triste e politica: in questi giorni ho avuto un po’ di difficolta’ a spiegare ai Canadesi i fatti di Rosarno. Quando parlo della ‘Ndrangheta vedo chiaramente nei loro occhi che non mi credono: a loro sembra solo una scusa per mascherare un malcelato razzismo. E io non sono certo tenero nei confronti di voi compatrioti che vi dipingete come innocui bonaccioni. Ma sarebbe sbagliato ignorare la realta’ sociale su cui ha attecchito e si e’ alimentato il fenomeno. Comunque la cosa ha sbalordito anche me, che vado dicendo da vent’anni che gli italiani sono razzisti quanto e piu’ degli altri europei. E’ un razzismo piu’ recente, piu’ fresco. Deve recuperare terreno. E fa presa su menti devastate da decenni di abbrutimento. L’errore di Balotelli e’ stato quello di chiedere scusa.

Mi vengono in mente le parole di alcuni vecchi immigrati italiani, giunti in un Canada assolutamente bianco tra gli anni ’50 e ’60. Altro che politically correct: a quel tempo, mi diceva Domenico, pensionato di origine abruzzese, “noi italiani cercavamo di stare assieme perche’ poteva capitare di dover fare a pugni con gli inglesi che ti accusavano di rubargli il lavoro!” Mi ricorda qualcosa.

Il Canada oggi e’ un paese completamente diverso. Se da un lato se lo puo’ permettere (basta solo pensare alla sottopopolazione e alla vastita’ delle terre a disposizione), dall’altro pero’ non puo’ non far impressione la rapidita’ con cui e’ cambiato: puo’ un pragmatismo di questo tipo attecchire in Italia?

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Responses

  1. Sono disilluso per quanto riguarda il genere umano, italiano o Canadese che sia. Non cambia nulla nella realtà percé è un problema di cultura e non di popolo o di nazione. Ce lo insegnano i fatti delle banlieu francesi di solo 1 anno fa, piuttosto che le periodiche sommosse dei vari ghetti inglesi. E UK e Frncia sono fa di quelli che hanno l’immigrazione più vecchia, i ragazzi magrebini delle banlieu francesi avevano quasi tutti passaporto francese e glimmigrati erano i loro padri o addirittura i nonni. Non parliamo del UK che ha gli Indiani o i Paki che sono nati nell’impero e vengono discriminati sistemaitcamente.
    Il Canada ha solo il fatto di essere uno scatolone di neve m lo scatlone di sabbia che è l’Australia ha gli stessi problemi dell’Itlia, anzi peggio perché i perseguitati (non ho sbagliato parola) sono i proprietari dell’isola: gli aborigeni. E poi mi ricordo quello che il tuo collega scriveva del suo viaggio nell’estremo nord del Canada dove pensava (o diceva che i Canadesi pensano) che gli Innuit sano stupidi epareva stupito che no lo fossero ma solo lenti (e mi sembra che il termine SLOW possa comunque voler dire ancora qualcosa di smile a STUPIDO). Bisonga pensare che solo la cultura può fare qualcosa. Mi piacerebbe venire a capire il pragmatismo canadese di cui parli.


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