Pubblicato da: thinkingbox | 22 giugno 2010

Prepararsi all’impatto!

Mancano pochi giorni ormai al G20 e Toronto si sta caricando di nervosismo sempre di piu’. Oggi ho visto i miei primi dimostranti, la coda di uno sparuto gruppo di 200 persone all’incrocio tra Queen e University, circondati da forse un numero maggiore di polizia. I protestanti facevano parte di un gruppo che protestava contro le discriminazioni sessuali e a favore dei diritti degli omosessuali: “Creative Queer Resistance to the G20”. Mi piace come la copertura dei telegiornali della sera e’ stata equilibrata, mettendo abbastanza in ridicolo l’atteggiamento un po’ troppo muscolare della polizia.

La zona rossa dista meno di 1 Km dal mio ufficio, ma in ogni caso il palazzo verra’ chiuso, come se si trattasse di una domenica.
Go Train non garantisce alcun orario ne’ corsa, perche’ il servizio potrebbe essere ritardato o sospeso in modo indefinito in funzione degli eventi circostanti. Da notare che Union Station e’ letteralmente a un tiro di schioppo dalla zona rossa, e svariate uscite sulla strada verranno chiuse apposta per questo motivo. Il PATH viene chiuso del tutto.

Come al solito, e’ stata posata una cortina di reti protettive a protezione dei nostri graziosi cosiddetti “grandi” e il dispiegamento di forze e’ notevole, cosi’ come la spesa (il miliardo di dollari e’ stato raggiunto e superato da un pezzo). Tra le “armi” a disposizione delle forze dell’ordine a parte i soliti lacrimogeni pare che ci saranno cannoni ad acqua e cannoni a onde sonore.

Il cuore finanziario di Toronto, dove c’e’ la borsa, le sedi delle banche e delle finanziarie, studi legali e cosi’ via, e’ praticamente a ridosso della zona rossa. Ormai tutte le aziende stanno studiando in un modo o nell’altro di lasciare a casa i propri dipendenti. Io stesso non verro’ in citta’ ne’ giovedi’ ne’ venerdi’, ma lavorero’ da casa: quasi quasi mi dispiace, pensavo gia’ di andare in giro armato di videocamera (assumendo di riuscire a fare un lavoro migliore dell’ultima volta). Vedremo se Internet reggera’ il colpo.

I mansueti Canadesi sembra che abbiano il terrore di bruciare come una qualunque citta’ europea in preda alla crisi economica. I recenti fatti greci non aiutano a calmare gli animi. Una devastazione totale come quella di Genova ovviamente non interessa e non fa piacere a nessuno.

Non conosco nessuno che capisca per quale motivo si fanno questi meeting di per se’ di dubbia utilita’ in una zona altamente urbanizzata come Toronto. Vuoi vedere che aveva ragione il Berlusca, tra isolette contaminate dai sommergibili americani e citta’ devastate dal terremoto?

Per chi si vuole divertire, si fa per dire, consiglio di seguire la copertura degli eventi sullo Star, non il giornale migliore ma quello piu’ focalizzato su Toronto, a partire dal blog dedicato al G20.

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Responses

  1. Ma non dovevano andare a Muskoka ?

  2. Il G8 e’ ai Muskoka, dove la polizia ha arruolato quantita’ massicce di zanzare, ma il G20 e’ a Toronto.


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