Pubblicato da: thinkingbox | 6 ottobre 2010

Senza vergogna

Qualche giorno fa mi contatta un mio ex-collega e mi parla brevemente di un tizio che ha conosciuto tramite il fratello, cantandone le lodi ma rimanendo sul vago. Le informazioni che mi arrivano sono fondamentalmente le seguenti:- il tizio e’ un vulcanico milionario alla ricerca di partner per un’idea rivoluzionaria- sabato pomeriggio sarebbe stato a casa del mio amico e se volevo farci una chiaccherata senza nessun impegno, anche solo per conoscersi, ero il benvenuto.

Ho cercato di sondare di cosa si trattasse ma Guizigalfo (nome di fantasia) ha fatto il misterioso. Vabbeh, mi ha stuzzicato la curiosita’, Guizigalfo sembra uno che non e’ proprio un cretino, se ne parla bene ci sara’ qualcosa di interessante. Ne parlo con S., la quale fa buon viso a cattivo gioco, visto che devo rubarle almeno 3 ore nell’impegnatissimo pomeriggio del sabato (A. ha lezione di piano e M. poi va in piscina), ma accetta di buon grado.

Alle 14:30 di sabato vado in stazione e prendo il mio treno, 3 fermate di metro’ e una quindicina di minuti sul tram. Arrivo a casa di Guizigalfo.
Seduti attorno al tavolo ci sono Nathan (proprio il suo nome), Giastanciufolo (nome di fantasia), cioe’ il fratello di Guizigalfo, e un tizio di cui non afferro il nome, di origini israeliane, con piercing un po’ dappertutto. Chiamiamolo Piercing. Appena entro e’ chiaro che il fulcro della conversazione e’ Nathan. Mi sembra che tutti siano in competizione per piacergli.

Nathan si presenta in camicia, con i gemelli ai polsini, ma niente giacca ne’ cravatta. Il segnale che manda e’: c’ho i soldi, posso permettermi di mettermi addosso quello che voglio, questo e’ il mio modo di mettermi a mio agio di sabato.
La discussione procede per qualche minuto incentrata sulla storia di Piercing, nella quale si inserisce di tanto in tanto Nathan con aneddoti sui suoi viaggi in Israele. Poi e’ il mio turno raccontare un poco di me e ovviamente Nathan si inserisce ancora. Non capisco ancora bene dove andiamo a parare, ma dopo poco Giastanciufolo e Nathan dicono che possiamo anche “iniziare”, gli altri (quali altri?) arriveranno dopo. Mi sento sempre piu’ stranito.

Giastanciufolo e’ quello che ha introdotto Nathan a Guizigalfo (il mio “amico”) e quindi parla lui. L’esordio e’ terrificante e suona piu’ o meno cosi’: io sono uno che ci da’ dentro e sono guidato dal successo, guadagno 130.000 $ all’anno e ho appena comprato la mia terza casa. Come dire: sono un figo, se ti parlo di questa cosa ti puoi fidare di me, perche’ sono uno di successo. Sembra di essere in una parodia della pubblicita’ del Glen Grant. Mi vien voglia di chiamarlo Michele. Quello che vi manca e’ l’immagine di Guizigalfo: abbastanza grassoccio, baffetti da quindicenne ai primi peli, probabilmente neanche 30 anni,camicia di raso a strisce verticali nere e grigio scure.
Una vocina si insinua nella mia mente: OMFG!

La palla passa a Nathan, il quale ha un portatile, lo apre e fa partire uno slideshow. Strano modo di fare per un milionario. Lo specchio si incrina definitivamente quando Nathan inizia a parlare del suo “pitch”: il termine si usa per descrivere una presentazione in cui vuoi convincere qualcuno a comprare qualcosa o a sottoscrivere un servizio. Si dice infatti “sales pitch”.
Sono attonito, incredulo e incapace di reagire. Cosa stanno cercando di vendermi? Ma no, dai, forse mi vuole “vendere” in senso metaforico un’idea e questo e’ il pitch che fa ad altri investitori.

Nathan alla prima slide: conoscete AC…(non capisco). Gli faccio io: ACM? e sono speranzoso, perche’ ACM e’ l’Association for Computing Machinery, ovvero una delle piu’ importanti organizzazioni scientifiche nel mio settore. E lui: no, ACN, cioe’ American Communications Network. Mai sentita (e il link non ve lo metto, capirete poi perche’).

Da questo punto in avanti il tutto volge rovinosamente verso il disastro. Ve la faccio breve. ACN e’ un mostro che si occupa di una cosa sola: vendita diretta di servizi attraverso di una struttura di multilevel marketing. Un po’ come Herbalife (no link) o Avon (no link), ma rivolta a servizi di telefonia fissa e mobile, internet, fornitura di energia elettrica e cosi’ via. In pratica ACN compra all’ingrosso da fornitori locali come Vodafone e rivende al dettaglio. Ma come fanno a far soldi, a competere con Vodafone stessa, la quale si fara’ un margine di utile sulla vendita all’ingrosso? Semplice: ufficialmente il tutto funziona perche’ ACN non fa pubblicita’, ma usa il multilevel marketing. E qui viene il bello. Il 90% della presentazione verte su alcuni messaggi semplici e chiari:

  • se prendi il servizio X da noi risparmi rispetto a prenderlo dal fornitore diretto perche’ noi non abbiamo costi pubblicitari
  • se non prendi il servizio X da noi vuol dire che ti piace spendere piu’ soldi e regalare denaro al fornitore (ergo, sei un cretino => COLPEVOLIZZAZIONE)
  • gia’ che ci sei, e visto che vedrai come ti troverai bene con noi, perche’ non diventare a tua volta un rivenditore del servizio X, Y, Z… nei confronti della tua famiglia e dei tuoi amici? => CONTAGIO
  • e’ tutto cosi’ semplice => coinvolgi N persone e noi ti riconosciamo un bonus e sulle loro bollette una percentuale verra’ retrocessa verso di te vita natural durante => MIRAGGIO

Mi tocca sciropparmi una serie di esempi di persone che sono diventate ricche sfondate grazie a questa struttura di marketing piramidale. Pinco ha 29 anni e guadagna 17.000 $ al mese. Caio era un imprenditore di successo, ha 48 anni e adesso ha lasciato l’azienda perche’ con ACN guadagna 19.000$ al mese. Io (Nathan) non ci credevo, ma poi ho voluto provare e oggi sono un multimilionario. E cosi’ via.
Mi sembrano una serie di pubblicita’ dalle pagine interne di Cronaca Vera.

Dove casca l’asino? Casca sul pacchetto iniziale, “training” incluso: per iniziare a vendere servizi per conto di ACN devi spendere 500$. Bum. Questo e’ il punto, qui e’ dove la piramide viene fuori in tutta la sua nefandezza.
All’inizio non volevo credere alle mie orecchie. Credo per i 15′ di essere stato in stato di shock incredulo, attento semplicemente a controllare i miei movimenti. Dopo volevo solo andarmene via quanto prima. Avrei dovuto alzarmi e andare, ma onestamente mi sarebbe sembrata una cosa imbarazzante nei confronti del mio ex-collega. Forse se lo meritava.
Alla fine spero solo che lo squalone, Nathan, finisca nel minor tempo possibile in modo da potermene andare a casa. Piercing compie l’errore fondamentale di chiedere a Nathan se e’ possibile scontare i 500$ iniziali se porta una serie di persone che conosce e che diventano a loro volta venditori. Scordatelo, dice Nathan, e lo giustifica con una serie di baggianate sulla qualita’ del pacchetto, i costi e yada yada. La domanda era giusta ovviamente e la risposta altrettanto scontata: queste organizzazioni fondamentalmente vivono del gettone iniziale di quelli che si fanno abbagliare dalla prospettiva di fare un guadagno facile. L’illusione di partire dal fondo della piramide e salire fino in cima. Che tristezza.

Durante la presentazione se non altro ho fatto caso a come Nathan si stava comportando (tanto di fatto da un certo punto in avanti ho smesso di ascoltare). Devo dire che lo squalo ci sa fare. Deve aver fatto quella presentazione un milione di volte. C’e’ lavoro e tecnica dietro alla sequenza di pause, la miscela di dati e battute, il modo con cui interloquisce con i presenti, come ti guarda, quanto si sofferma su di te, l’anticipazione delle obiezioni, le risposte preconfezionate, e cosi’ via. Ci vogliono metodo e preparazione.
Altre cose invece sono involontariamente comiche. Nathan ha il tipico piglio da venditore di scarpe americano. Mi ha ricordato Alec Baldwin in Glengarry Glen Ross.


“Good father? F**k you, go home and play with your kids!”

O se preferite, da venditore televisivo. Nei supermercati non e’ inusuale trovare questi personaggi che pubblicizzano l’aggeggio di turno, tipicamente un pela-qualcosa o un trita-tutto. Ne avrete visti sicuramente anche voi in televisione. Nathan e’ una versione ipervitaminica e disgustosamente squalosa di quei personaggi. A un certo punto inizia a vantarsi di come lui ha partecipato a The Apprentice, il programma di Donald Trump, il quale ha sposato la causa di ACN e con cui spenna allegramente il pollo di turno. Il fatto stesso che usi Trump come specchietto per le allodole la dice lunga sul tipo di disperati che sono il suo obiettivo.
Giusto per avere un’idea, godetevi questo spezzone su youtube, puro Nathan “squalo” Goldberg al 100%.

Nei giorni successivi ho scambiato un paio di email con Guizigalfo, cui lui ha risposto cercando di giustificarsi. Non ho calcato troppo la mano, ho solo puntualizzato che non inviti un amico a un incontro a casa tua facendogli credere una cosa e poi cercando in realta’ di vendergli qualcos’altro. Lui si e’ giustificato dicendo che sono stati Nathan e il fratello a dirgli di non rivelare l’idea o il succo dell’incontro, al che io gli ho fatto capire che con quel Nathan in giro bisogna mettere la mutanda di ghisa e starne alla larga. Purtroppo temo per lui che non mi ascoltera’.
Devo dire che schifezze di essere umani come Nathan non mi capitava di frequentarli a tu per tu da parecchio tempo. Non mi mancano neanche un po’. A volte ci vorrebbe l’immunita’, per il bene della collettivita’.

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Responses

  1. bellissima esperienza !


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