Pubblicato da: thinkingbox | 27 febbraio 2011

La bellezza degli Oscar

 

Sono colpevole. Dovrei scrivere piu’ spesso, anziche’ poi fare dei pippotti interminabili. Si puo’ dire “pippotti” in un blog? Penso di si’.

La cerimonia degli Oscar mi offre una buona occasione: ore e ore di cose molte poco rilevanti, incastrate in mezzo a una caterva di spot, e qua e la’ qualche chicca. Ad esempio, devo dire che trovo molto divertenti Anne Hathaway e James Franco dopo la noia di Alec Baldwin e Steve Martin l’anno scorso.

Ho persino visto 3 dei film candidati al miglior film, Inception, Toy Story 3 e The King’s speech, quest’ultimo appena sabato scorso. Bel film, chissa’ magari vince (mentre scrivo mancano piu’ o meno 90 minuti al momento cruciale), pero’ come cercavo di spiegare a mio padre ieri, non proprio una di quelle storie che ti rimangono nell’anima e alle quali torni di tanto in tanto. Che ne so, non proprio un Children of men, per capirsi (vedi sopra, un piano sequenza semplicemente fantastico). E poi e’ molto difficile essere simpatetici con un principe, soprattutto dopo che tutti si congratulano con lui sorridenti per aver fatto un discorso dai risvolti drammatici e in un momento gravissima senza nessuna topica. Vabbeh. Comunque un bel film.

Ecco, ho appena visto Trent Reznor in frac. Posso veramente dire di aver visto tutto nella vita a questo punto. Il padrino di Marilyn Manson, la mente e il braccio dei Nine Inch Nails…

Trent Reznor

Trent Reznor

Il momento migliore di sabato scorso, comunque, e’ stato il sushi all you can eat dopo il film: peccato che S. e io non eravamo tanto affamati.

E visto che voglio essere sintetico, concludo dicendo che stanotte ha fatto l’ennesima nevicata, 10 rispettabili centimetri, ma la temperatura e’ relativamente alta, la spalata facile e ormai sciolta dall’allenamento. Inizia il momento piu’ atteso e duro allo stesso tempo: marzo, gasp! E’ il piu’ atteso perche’ segna la fine dell’inverno, ma e’ il piu’ duro perche’ di fatto l’inverno tiene fino alla fine del mese.

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Responses

  1. Oh, sono molto contento per Colin Firth. Ma la cosa piu’ bella di “The King’s speech” e’ la settima di Beethoven sul discorso di Giorgio VI.

  2. Sono molto d’accordo. L Settima ( detta anche “La Tragica” ) è sicuramente uno dei momenti più belli del film. che comunque mi è piaciuto tutto.

  3. Per la cronaca, la parolaccia di Melissa Leo (“f***ing”) in diretta in Canada l’abbiamo sentita benissimo. 🙂


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