Pubblicato da: thinkingbox | 23 marzo 2011

Bilancino

Sembra incredibile, ma e’ proprio cosi’: colpo di coda dell’inverno. In questo momento ci sono un paio di cm di neve per terra, ne sono previsti fino a 10 entro stasera, neve relativamente fine, “soffiata dal vento”, come dicono qui. Ecco, queste nevicate alla fine di marzo sono devastanti, soprattutto quando vengono da una serie di giornate abbondantemente sopra 0C. Mi tocca tirare fuori di nuovo il giaccone pesante, sigh.

Un piccolo bilancio dell’esperimento di qualche giorno fa:

  • darsi una routine, darsi l’impegno di scrivere qualcosa ogni giorno ovviamente aiuta a…  scrivere ogni giorno! 🙂 se non altro in questo modo alcune idee non sono scappate via;
  • pero’ e’ anche vero che una struttura cosi’ rigida io la vivo un po’ come un obbligo, una prigione e perde di spontaneita’;
  • quattro gatti eravate e quattro gatti siete, quindi non e’ che l’impegno abbia prodotto dei grandissimi risultati.

Morale: ritorno al mio ritmo totalmente saltuario e imprevedibile.

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Responses

  1. Disciplina disciplina disciplina: non è questa la base del vero agilista? 🙂
    PierG

  2. Nah, quando si tratta di scrivere sono piu’ del partito del genio (?) e sregolatezza. 😉

  3. Peccato, anche se riconosco il tuo approccio iconoclasta in questa conclusione.
    La regola è ritmo e il ritmo è il mondo.
    Insomma ti riconosco ma è come per la tua idiosincrasia anche teorica alla puntualità: uno strano retaggio della lotta per la lotta, idea del ’68 e quindi di quando non eri ancora nato!

  4. @Guido, questo si’ che e’ un commentone! 😀

    In realta’ non c’e’ molto di iconoclasta. E c’e’ comunque una regola soggiacente, semplicemente meno stretta. Sono prossimo a un’ottimizzazione quasi perfetta delle mie giornate ed e’ difficile infilarci qualcos’altro con regolarita’. Una cosa di cui poi mi sono dimenticato di scrivere e’ che col cavolo che ci vogliono 15′: saro’ un perfezionista (nonostante il risultato non lo lasci intendere), ma quasi sempre ogni post ha richiesto almeno 30′, se non di piu’.

    Sulla mia presunta idiosincrasia anche teorica alla puntualita’: e’ piu’ complicato di come sembra. Ad esempio, in ambito formale e lavorativo e’ totalmente assente: sono solitamente il primo a sedermi a un tavolo in un meeting, non mi ricordo quanti anni sono passati dall’ultima volta che sono arrivato in ritardo a un meeting o l’ho saltato del tutto (credo fosse il ’91, a Trento in Informatica Trentina) e detesto chi e’ in ritardo. Sono noto per essere una specie di maniaco della puntualita’ nei meeting.
    E’ assente anche quando si tratta di appuntamenti rigidi in ambito non lavorativo:
    *) cinema
    *) cena prenotata in un ristorante
    *) ecc.

    Per il resto, quando si tratta di famiglia e amici intimi mi rilasso ed e’ una specie di omaggio a chi mi invita: sono cosi’ a mio agio con te, mi trovo cosi’ bene che il tempo svanisce. Non sembra, ma e’ un complimento. Magari mi fermo molto di piu’ di quanto preventivato. Paradossalmente, meno sono a mio agio e piu’ sono puntuale, per la gioia di mia moglie che mi scorticherebbe vivo.

    Insomma, c’e’ una logica perfettamente razionale, anche se un po’ perversa.


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