Pubblicato da: thinkingbox | 19 dicembre 2011

Flash pre e intrafestivi

La saletta di Giancarlo

Il Christmas Party dell’ufficio e’ andato piuttosto bene. Il clima era disteso e mi e’ sembrato che tutti fossero piu’ disponibili rispetto a un anno fa. Come al solito siamo andati da Giancarlo, che di fatto non ha variato il menu’ dell’anno scorso. Mi sarei strafogato di polenta grigliata e funghi ma era solo un assaggino. Quest’anno mi sono buttato sul pesce, una cernia, non male ma non cosi’ soddisfacente come speravo. La foto che vedete qui e’ quella della saletta che di solito ci riservano per l’occasione.

Nelle settimane scorse S. si e’ come al solito fatta prendere dall’ansia del vestito: oddio cosa mi metto, non ho niente, e cosi’ via. Dopo una ricerca relativamente veloce ha preso un bel vestito sbracciato color fucsia e si e’ fatta confermare da me almeno 1000 volte che stava bene. Dopo un paio di giorni in ufficio la moglie del capo mi ha chiesto se allora S. veniva e io le ho detto di si’, raccontandole del vestito. Pessima idea => quando alla fine la moglie del capo ha spedito un’email con le coordinate per la cena ha pensato bene di aggiungere quanto segue: “We have heard that S. has a lovely new dress for the occasion…”

Ho immediatamente risposto alla moglie del capo facendole capire che la mia vita era destinata a essere terminata prematuramente e che la prima cosa che S. mi avrebbe detto rientrando quella sera sarebbe stato: “Ti odio”. A quel punto mezzo ufficio si e’ messo a prendermi per i fondelli con gran sollazzo di tutti quanti. Indovinate cosa e’ stata la prima cosa che mi ha detto S. rientrando a casa quella sera? Appunto, previsione azzeccata al 100%.

Ma la storia non e’ finita. Il giorno del party S. si e’ fabbricata un cartello da appendere al collo con la scritta: Yes, my dress is fabulous, che ha riscosso molto successo. E le mie guance sono avvampate di rosso nuovamente.

Il primo Natale in Canada e’ andato piuttosto bene. Diverse sessioni di Skype ci hanno concesso di partecipare almeno un poco, da un punto di vista virtuale, all’apertura dei regali. Quest’anno sono riuscito a mandare un pacco di ThinkGeek, debitamente integrato con prodotti locali (vino e dolci). Il giorno di Natale ci siamo concessi una piccola orgia privata a base di pacchetti, per lo piu’ per il piacere di A. Nel pomeriggio siamo andati da amici italiani a mangiare un panettone che si e’ presto trasformato in lingua in salsa verde, agnolotti in brodo e altro ben di dio. La lingua era cosi’ buona che mi sembrava di essere in paradiso.

Ho deciso di lavorare 28-29-30 e di recuperare il giorno di Natale il 27 (in Canada se una festivita’ casca nel weekend, viene sempre recuperata di solito a ridosso del weekend stesso). Quindi il 27 ho avuto la geniale idea di andare con S. e i bambini a vedere la mostra di Chagall e degli avanguardisti russi all’AGO. Proprio un’idea superlativa. Mai piu’, M. mi ha straziato in ogni modo possibile e immaginabile. La prossima volta li lascio con una babysitter sadica nazista affetta da disturbi della personalita’. La mostra comunque e’ bella, credo, per quel poco che sono riuscito a godermela. Gran parte se non tutto il materiale proveniva dal Beaubourg di Parigi. E l’AGO comunque meriterebbe una visita con un po’ di calma per la propria collezione, in gran parte basata sul cosiddetto Gruppo dei 7, ma non solo. Purtroppo e’ tutto materiale affetto da  copyright e quindi non posso riportare nessuna immagine, ma una semplice ricerca con Google vi puo’ far fare facilmente un’idea.

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