Pubblicato da: thinkingbox | 7 aprile 2012

Case meravigliose e orride

Oggi e’ una di quelle giornate perfette per fare una passeggiata: 12C, sole, cielo cosi’ blu che piu’ di cosi’ non e’ possibile. E’ Venerdi Santo e quindi e’ festa. Stranamente e’ quasi tutto chiuso (ma un supermercato porcellino dove fare un poco di spesa lo troviamo) e quindi l’andamento e’ lento.
Piu’ o meno riusciamo a convincere i bambini a fare una passeggiata, per cosi’ dire. Io ho i miei giri preferiti qui nel vicinato, e uso il miraggio di un gelato come merce di scambio. Sono un corruttore di minorenni.
L’andata e’ piu’ o meno diretta verso il gelataio, che si chiama “Two scoops”, cioe’ letteralmente “Due cucchiaiate”, ma il ritorno e’ una deviazione continua per vie residenziali. Sono affascinato dallo sfarzo di certe case, sicuramente multimilionarie. E’ una fascinazione strana, un misto di ammirazione del bello, degli spazi, dei materiali, delle forme architettoniche. E poi c’e’ il gusto dell’orrido: alcune case sono troppo pretenziose, con colonne in stile vittoriano, o forme improponibili. C’e’ una casa ipermoderna con pretese artistiche dove vediamo da una vetrata una specie di modello di soldatino a grandezza naturale: ha le fattezze di un soldatino di plastica, quelli monocolore che mi piacevano tanto quando ero un bambino, pero’ e’ alto un metro e ottanta, piu’ o meno.

S. e’ complessivamente disgustata dallo spreco, dall’immoralita’ della cosa. Le chiedo: “Ma dove tracci il confine? Che cosa e’ sfarzo immorale e cosa e’ agio”. La risposta e’ geniale: “Non lo so, ma di certo il confine e’ molto prima di arrivare a queste case”. Lo so che ha ragione, ma sarei disonesto se non riconoscessi il desiderio in me.
Viceversa le macchine non mi fanno ne’ caldo ne’ freddo. Non ho mai capito quelli che si comprano una macchina da centomila dollari: io la venderei subito e utilizzerei il capitale per fare altro. Ma forse e’ tutto relativo: casa multimilionaria, macchina sportiva lussuosa, ecc. A. e’ indubbiamente affascinato dalle cabrio.
Mi viene in mente un viaggio di lavoro fatto con un collega piu’ di dieci anni fa, a San Francisco: in una giornata buca abbiamo affittato una Sebring cabrio e ci siamo fatti un giro. Lo scherzo tra noi e’ che sembravamo due gay intenti a fare l’ultima vacanza assieme perche’ uno dei due stava morendo di AIDS. Ok, lo scherzo e’ un po’ pesantuccio, ne convengo. Chissa’ che fine ha fatto M.F.? In quel viaggio abbiamo mangiato un burrito favoloso in un posto orrido in mezzo al nulla, il che mi riporta a un burrito piu’ che discreto che abbiamo preso dai Burrito Boys questa sera. E’ buffo come anni dopo io sia finito a comprarmi proprio una Sebring, non cabrio, che e’ per certi versi la quintessenza della macchina familiare. A. sarebbe tutto gasato se avessimo una cabrio.

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